Tempio Malatestiano Rimini

Non è solo il più bel monumento di Rimini, è una delle costruzioni più rilevanti del Rinascimento italiano; voluto e fatto realizzare da Sigismondo Malatesta per rappresentare la sua gloria con l’aiuto dei massimi esperti dell’arte e dell’architettura del tempo.

Il tempio nasce sui resti di una chiesa francescana grazie al permesso ricevuto da Malatesta direttamente da papa Niccolò V, Sigismondo iniziò i lavori della cappella nel 1450, e lo fece (a dir suo) per fare un voto a Dio; l’idea originale di Sigismondo era quella di realizzare una ricostruzione fedele della chiesa francescana nella parte interna, e una costruzione ex novo della facciata esterna in chiave decisamente più moderna; l’architetto chiamato per progettare la facciata esterna fu Leon Battista Alberti.

Sigismondo non badò a spese, fece raccogliere tutto il marmo del vecchio porto romano e quando questi terminò, commissionò marmo da Istria, Verona e Ravenna; ma le disponibilità economiche del signor Malatesta terminarono e i lavori si interruppero (erano completate solo tre cappelle interne e metà facciata) e Malatesta fù scomunicato dal papa Pio II perché il tempio, che appariva più pagano, era troppo sfarzoso. I lavori ripresero tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, e li terminarono i francescani, non tenendo più in considerazione il progetto di Alberti.

Il tempio ha subito gravi danni e conseguenti ristrutturazioni, il più importante restauro è stato effettuato a fina anni ’90, per preparare il tempio al Giubileo 2000, e oggi si può ammirare in tutto il suo splendore.

La parte esterna è tutta di marmo, nella parte inferiore della facciata si notano tre archi, due ciechi e uno aperto per consentire l’ingresso al tempio, la parte superiore è incompiuta. Le facciate laterali, sempre in marmo, hanno sette archi ciechi con altrettante finestre, a forma ovivale, poste in alto.

L’interno cala il visitatore in un atmosfera surreale caratterizzata dal “bello” allo stato puro: una sola navata, ricoperta da travi di legno. dalle quali partono le arcate che chiudono alla base le cappelle. Salta all’occhio la differenza tra la parte voluta da Sigismondo (ricca di ornamenti, sculture e fregi) e la parte realizzata dopo la sua morte; il sepolcro di Sigismondo, posto a destra, tutto in marmo, caratterizzato da due bassorilievi che raffigurano il profilo dello stesso Sigismondo.

Nella prima cappella, realizzata in onore di San Sigismondo re di Borgogna, si vede un balconcino retto da putti marmorei che reggono lo stemma malatestiano; in tutto il tempio si possono vedere gli angeli scolpiti da Agostino di Duccio. Nel fondo del tempio ha sede la cella delle Reliquie, vi si accede attraversando una porta del quattrocento e all’interno si può ammirare il disegno originale preparato da Piero della Francesca per poter realizzare l’affresco (che è posto della quarta cappella) raffigurante Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti a San Sogismondo re di Borgogna (l’affresco oltre ad essere bello è l’unica testimonianza di come era stato fatto il castello Sismondo che si scorge alle spalle di Sigismondo): nella seconda cappella, una statua di San Michele Arcangelo , e il sarcofago di Isotta degli Atti (grande amore di Sigismondo Malatesta); nella terza cappella bassorilievi realizzati da Agostino di Duccio, uno dei più beli raffigura Rimini sotto il segno del Cancro; tra i capolavori più interessanti da vedere all’interno del tempio: il Crocifisso di legno realizzato da Giotto, realizzato dall’artista toscano nel 1312 appositamente per l’antica chiesa francescana e una tela del Vasari.

Info

  • Assessorato al turismo del Comune di Rimini, Piazzale Fellini 3, 47900 Rimini Tel. 0541 704587
  • Ufficio informazioni turistiche (IAT) tel. 0541 53399

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