Aprire un B&B: adempimenti burocratici

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Gli adempimenti burocratici previsti per l’apertura di un b&b sono condicio sine qua non ma, concretamente, anche abbastanza semplici da ottemperare.

Una volta deciso come, dove e in che modalità avviare l’attività occorre, quindi, recarsi presso l’Ufficio Turistico del proprio comune di residenza e ivi presentare la Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Per questa operazione è possibile servirsi di un solo e semplice modello prestampato, facilmente reperibile presso lo Sportello unico delle attività produttive (cosiddetto Suap) dello stesso comune, facilitando l’utente nella ricerca del modulo adatto.

Anche in questo caso è rimessa all’autonomia regionale la disciplina della documentazione da allegare (non è, infatti, l’unico argomento in materia non trattato a livello nazionale – come abbiamo visto nei precedenti articoli); vi sono, tuttavia, delle priorità comuni a tutte e di solito è sempre necessario corredare la SCIA di:

  • Una riproduzione della planimetria dell’abitazione da adibire a bed and breakfast.
  • Una trascrizione del contratto di proprietà o di affitto dell’immobile.
  • Una copia della polizza assicurativa RC a favore dei clienti.

L’istruttoria come appena descritta presenta dei costi, anch’essi variabili da comune a comune. Queste spese, pur non essendo eccessive, possono arrivare anche a un ammontare di circa 300 euro.

Una volta completato l’intero iter, in un secondo momento la Aapit (Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico) territorialmente competente avvierà delle ulteriori procedure, atte a classificare la struttura (concedendole da una a te stelle) e a verificare, per poi trasmettere, le generalità degli ospiti alle competenti autorità di pubblica sicurezza.

Partita Iva:

L’esercizio di un bed and breakfast non si qualifica come attività di impresa, il che sgrava il gestore dall’obbligo di iscrizione alla camera di commercio e al registro delle imprese. Parimenti, non v’è alcuna necessità di possedere la Partita Iva.

Affinché il proprietario/gestore sia esente da questa incombenza, però, la legge nazionale applica dei vincoli ben precisi: l’attività non deve essere svolta né abitualmente e né continuativamente. La definizione di questi vincoli viene nuovamente demandata alla normativa regionale vigente, come accennato in apertura.

Il mancato possesso di P. Iva implica una serie ben definita e limitata di obblighi imprescindibili, riportati qui di sotto:

  • Pulizia delle stanze e somministrazione della colazione: è tassativamente previsto che questo avvenga esclusivamente ad opera dei propri familiari e non di dipendenti.
  • Il titolare deve dichiarare altri redditi derivanti da lavoro dipendente o autonomo, non potendo essere il b&b l’unica fonte di sostentamento dello stesso.
  • In merito alle operazioni di marketing e pubblicizzazione della struttura, se ne vieta la promozione ripetuta e continuativa.
  • Gli unici servizi aggiuntivi previsti si sostanziano in colazione e posto letto.
  • L’affitto si ritiene relativo ad una porzione dello stabile – come ovvio che sia – e deve essere occasionale.

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