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Il Sasso di Simone è un enorme blocco di roccia calcarea che domina il Montefeltro dai suoi 1204 metri s.l.m. Questo sembra ergersi come un parallelepipedo regolare dall’appennino tosco-romagnolo di cui fa parte. Anzi: a oggi appaartiene alla riserva naturale del Sasso di Simone tra la provincia di Arezzo (comune di Sestino) e la provincia di Pesaro-Urbino (comune di Carpegna).

Storia

Costituito da sedimenti marini terziari che si erano depositati nel Tirreno settentrionale, costituisce un frammento delle falde rocciose appenniniche che, emergendo dal mare e traslando da ovest a est, si sono progressivamente frammentate essendo oggi presenti in affioramenti, lungo la catena appenninica dal Casentino al Monte Fumaiolo e fino all’Adriatico, terminando a verso nord con la rupe del monte Titano a San Marino.

Reperti storici testimoniano presenze umane già dall’età del bronzo.

Un cronista del settecento sosteneva che, dalla sua sommità, fosse possibile scorgere l’intera costa adriatica da Venezia ad Ancona.

Il nome si dice che derivi da quello di un eremita giunto dall’oriente, detto appunto “Simone”, il quale vi si stabilì rendendolo la sua “dimora spirituale”.

Io venni quì in Mugello, dove ho dato ordine di quanto si ha a fare in mia absentia, et quì anderò alla Terra del Sole et al Sasso di Simone, con disegno di non p’artir di là sú, sin tanto che non sarà finito il tutto, in maniera che V.A.S. non habbia a sentir molestia… Et in ogni caso non mancarò tragettarmi sì spesso al Sasso, et lì (a Terra del Sole) che ambedue queste fabriche resteranno quest’anno finite purché V.A.S. cometta a chi tocca la provisione delli assegnamenti

(missiva di Simone Genga al Granduca Francesco de’ Medici nel luglio del 1577)

Cosimo I nel 1565 scelse proprio il Sasso Simone all’interno di un disegno politico a difesa e potenziamento dello stato di Firenze per costruirvi una città-fortezza: la “Città del Sole” che tanto richiamava l’analogo toponimo “Terra del Sole”, l’altra città-fortezza medicea costruita in terra romagnola.

Sasso Simone, infatti, rappresentava un nodo strategico del Granducato di Toscana contrapposto al castello di San Leo nel Montefeltro. Progettato dagli architetti Giovanni Camerini e Simone Genga, veniva utilizzato nella sua doppia funzione sia di città militare che civile. Questa fase durò circa un secolo fino a quando, a causa delle avverse condizioni naturali e delle mutate condizioni politiche che non ne permisero il completamento della costruzione, la città non venne abbandonata alla fine del XVII secolo; soltanto una strada lastricata ed alcuni ruderi rimangono oggi a testimonianza dell’ambizioso insediamento.

Aree naturali protette

Assieme al monte Simoncello esso costituisce il Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello e fa parte di due SIC: “Sasso Simone e Simoncello” (IT5180008) e “Monti Sasso Simone e Simoncello” (IT5310003), rispettivamente di 1665 ha e di 1190 ha.

Il Sasso Simone è tutelato anche da un’altra area naturale protetta, la Riserva naturale del Sasso di Simone, una riserva provinciale interamente ricompresa nella provincia di Arezzo, in Toscana. La riserva è stata istituita nel 1996 e occupa una superficie di 1.604 ettari.

Flora

La flora del Sasso Simone si compone di boschi di tipo mediterraneo-montani, pascoli, prati, praterie arbustate e cespuglieti.

I boschi sono costituiti essenzialmente dal carpino bianco e nero e dal cerro, la cui estensione è pari a circa 800 ettari.  Inoltre vi si possono incontrare:

  • acero
  • agrifoglio
  • faggio
  • frassino
  • nocciòlo
  • sorbo domestico e montano
  • tasso.

Nel sottobosco, invece, crescono il baccaro comune e il fiordaliso montano. Sulle praterie sommitali vive il giglio rosso.

Fauna

  • Animali selvatici: daino, capriolo, lupo, volpe, tasso, donnola, faina, puzzola, moscardino.
  • Ungulati: capriolo, daino, cinghiale.
  • Piccoli mammiferi: scoiattolo, topo selvatico, toporagno, arvicola, moscardino, riccio, crocidura minore, crocidura a ventre bianco, ghiro, talpa comune, istrice, lepre e diverse specie di chirotteri.
  • Anfibi: tritone crestato e punteggiato, rana rossa e verde, raganella, rospo comune, geotritone, salamandra pezzata.
  • Rettili: vipera comune, biacco, saettone, biscia dal collare, lucertola muraiola e campestre, ramarro, luscengola, orbettino.
  • Uccelli: sparviere, astore, gheppio, poiana, aquila reale, falco pellegrino, lanario, biancone, lodolaio, falco pecchiaiolo, albanella, barbagianni, gufo comune, allocco, civetta, falco di palude, picchio verde, picchio rosso maggiore, picchio rosso minore, succiacapre, gazza, calandro, beccamoschino, ortolano, cardellino, verzellino.

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