Premilcuore: la grotta urlante della Romagna

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“Sotto un vecchio ponte in pietra il fiume viene inghiottito in una spettacolare voragine tra tumulti e rumori assordanti. La grotta sottostante ospita due piscine naturali abbastanza profonde per tuffarsi dalle rocce che la delimitano. Subito dopo la grotta si apre un bel laghetto assolato e dall’acqua limpida. Un luogo magico e divertente“.

Così parlava il giornalista Michele Tameni – autore della pubblicazione “Wild swimming Italy. Alla scoperta dei più bei laghi, fiumi e cascate e terme d’Italia” – nel 2015, descrivendo questa meraviglia della natura Un luogo talmente bello che persino il Financial Time lo descrisse.

Dove si trova

Premilcuore è un posticino a cavallo tra la Toscana (il Casentino per essere precisi) e la Romagna, nell’alta valle del fiume Rabbi. Nemmeno mille abitanti, a soli 40 km da Forlì.

Arrivarci e godere delle sue meraviglie è uno spettacolo inimmaginabile: vale la pena raggiungerlo in auto o in moto… in famiglia, con gli amici o anche da soli.

La natura incontaminata incornicia un bel paesino fatto di mattoncini e vicoli.

La Grotta urlante e le cascate della Sega

Si trovano un po’ fuori dal borgo, bisogna prendere la via per Firenze camminando su delle piccole strade ghiaiose che costeggiano quasi interamente il Rabbi pendici del monte Arsiccio in località Giumella.

La grotta Urlante e la Cascata della Sega sono un fenomeno del tutto naturale, creatosi grazie al corso del rio che ha formato quasi una piscina nella roccia, avvolta da vegetazione rampicante.

Nonostante ci si trovi nel centro Italia, questo panorama rimanda alle Xenote (o Cenotes) messicane: grotte naturali di acqua dolce e il cui nome deriva dal lessico Maya: acqua sacra.

Se si è provetti tuffatori, ci si può anche sperimentare dai vari trampolini naturali formatisi nel tempo: la profondità delle acque è tale da permetterlo!

Data la profondità non è insolito imbattersi in qualche coraggioso tuffatore che sfida l’altezza dalle rocce situate al vertice della grotta.
Merita comunque una visita, anche senza tuffo, questo luogo di straordinaria bellezza, dimostrazione della forza e della meravigliosa perfezione della natura libera dall’uomo.

Inoltre nei dintorni il parco nazionale delle foreste casentinesi fa da contorno.  Il monte Falterone e Campigna meritano una visita anch’essi, dato che tra l’altro si tratta di uno dei complessi forestali più antichi e più importanti d’Europa.

Ancora si possono facilmente raggiungere l’Eremo di Camaldoli, circondato da abeti, opera di San Romualdo nel 1012.

Oppure l’Eremo de La Verna, ove San Francesco ricevette le stigmate.

Insomma, non sembra che tutto ciò sia abbastanza per decidere di trascorrervi anche una gita fuori porta di una giornata?

E per i biker, segnaliamo il passo dello Spino o i Mandrioli. O, se ne trovate altri, ditecelo!


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