Il “Bialbero” di Casorzo: la magia del ciliegio nato su un gelso

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Il bialbero di Casorzo è una rarità che si staglia tra terra e vigneti astigiani, facendo concorrenza alle uve del Malvasia nelle lande del Monferrato.

Come due anime che si fondono, tali sono le due specie del bialbero: un gelso di circa cinque metri che accoglie un ciliego, di ben sei.

Queste bizzarrie della natura sono note come epifite: piante “parassite” che vivono su altre piante, spesso usate come “sostegno” e non come nutrimento. Generalmente trattasi di felci o muschi che vivono su tronchi e rami, non di sovrapposizione di alberi.

Il caso di Casorzo è insolito poiché, inoltre, le dimensioni e l’età raggiunte sono notevoli. È ormai assodato che il ciliegio abbia messo radici nel tronco semi-cavo del gelso probabilmente in seguito a dei semi lasciati sulla sommità di questo, da parte di animali. La combinazione di piogge e condizioni ambientali favorevoli deve aver contribuito al verificarsi di questo fenomeno, che anche contadini e locali faticano a descrivere esattamente in termini scientifici.

Un’altra peculiarità è che entrambi gli alberi, proprio per questa coesistenza pacifica, riescono a produrre i propri frutti, facendo un ulteriore regalo ai loro visitatori.

C’è da ringraziare sicuramente coloro che, regolarmente, se ne prendono cura permettendo loro di continuare a vivere al meglio.

Non sorprende, quindi, che questo piccolo miracolo sia diventato un’attrazione per i turisti che decidono di visitare il Piemonte percorrendo la strada tra Casorzo e Grana.

Parimenti, non sorprende che il doppio albero si sia guadagnato una menzione d’onore nell’albo virtuale (il sito ufficiale) del Comune, che lo cura e lo decanta come una celebrità!


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